Il sistema della logistica rappresenta la rete di delivery di “ossigeno” all’economia in un mondo sempre più globalizzato. Le attività di trasporto e i nodi mediante i quali viene eseguita la distribuzione di merci e prodotti somigliano un po’ al fitto intreccio di dotti, vasi, gangli, distretti e organi che caratterizzano l’apparato circolatorio umano in quanto necessitano di interconnessione fisica e informativa fra i diversi punti di contatto intermedi e tra questi e le strutture centrali di comando. La logistica ormai è un settore vitale per l’economia e può dare una spinta aggiuntiva alla crescita o contribuire a mantenere “i motori accesi” nei momenti di crisi. Gli esperti stimano che negli ultimi vent’anni la logistica della distribuzione sia aumentata del 170% e che il Sud del mondo abbia ormai superato il ricco Nord per volume di merci movimentate.

 

Quasi la totalità dei beni che consumiamo, anche quelli ordinati tramite le più popolari piattaforme di e-commerce, viene smistato da un posto all’altro via mare, sale a bordo dei grossi vettori e viene poi distribuito in città attraverso servizi locali. Il trasporto marittimo viene utilizzato per coprire grandi distanze ed è adatto a merci non deperibili: generalmente, infatti, è il tipo di trasporto più economico, ma è anche più lento. Quello via terra è in genere più economico dell’aereo, ma più costoso di quello marittimo, specialmente nei paesi in via di sviluppo, dove le infrastrutture interne potrebbero non essere efficienti. Per quanto riguarda il trasporto aereo, il grande vantaggio è la velocità: un prodotto può raggiungere molto rapidamente l’altra parte del mondo, con una media di dieci giorni, considerando i tempi tecnici di organizzazione. Insomma, poco è cambiato rispetto a decenni fa, almeno dal punto di vista della filiera finale di consegna delle merci.

Molte più novità ci sono nel back end delle imprese di logistica, dove l’adozione di strumenti di nuova generazione può ottimizzare i flussi di lavoro e rendere più sicuri i trasporti, anche in quanto ad affidabilità e certificazione. Secondo lo “State of logistic report 2019” di EFT, il settore della logistica, a livello globale, è in continua trasformazione grazie al consolidamento nell’uso di strumenti tecnologici avanzati, come data analysis e deep learning, per lo più integrati con infrastrutture distribuite e monitorate. Proprio gli investimenti in tecnologia dimostrano come le aziende stiano pensando concretamente al futuro, spinte dall’esigenza di restare competitive in un mercato in continua e veloce evoluzione che, e ne è testimonianza la pandemia vissuta nei mesi scorsi, deve acquistare una resilienza ancora maggiore.

 

Come è possibile monitorare in maniera intelligente il traffico di merci in entrata e in uscita, migliorare la qualità e la velocità, combattere frodi e contraffazioni? Una possibile soluzione pare essere quella della logistica integrata con la supply chain. La gestione integrata della catena di approvvigionamento prevede l’utilizzo di un sistema centralizzato per le attività logistiche e di trasporto di un’azienda, al fine di facilitare la collaborazione, migliorare l’efficienza e risparmiare sui costi. Questo approccio porta ad attività più snelle e all’implementazione delle best practice del settore nelle funzioni chiave della catena di fornitura. Lo sviluppo delle relazioni con i fornitori, l’acquisizione di merci, lo stoccaggio, la logistica e il trasporto sono tra le attività principali gestite in una supply chain integrata. Tecnologie in grado di portare i processi principali di una logistica smart in ottica data-driven consentono di andare oltre i limiti attuali di scarsità preventiva di pianificazione, per affrontare sfide più o meno attese. Se l’obiettivo resta quello di velocizzare i trasporti, anche a favore di un minor impatto ambientale, viene da sé che altri traguardi, contingenti all’uso di piattaforme che si “parlano” nella loro complessità, portano a rafforzare la fidelizzazione dei fornitori e dei clienti, ad accrescere la customer retention, fino a creare nuovi modelli di business.

SUPPLY CHAIN E LOGISTICA ESTESA

Come spiega Enrico Morselli, sales account di Metisoft, possiamo dire che l’IT migliora la logistica quando consegna il prodotto, in una data location, per la data attesa, con il minor impegno dei fattori produttivi (capitale e lavoro) in uno scenario “tempestoso” e mutevole, alla continua ricerca della riduzione del time-to-market. «Tuttavia, per farlo c’è bisogno di previsioni di vendita sempre più precise, unite al controllo delle giacenze lungo la rete sempre più integrate con la produzione e infine una supply chain estremamente flessibile, per rispondere in real-time ai cambiamenti. Si dirà che non è semplice, ma proviamo a riflettere su quali aree e quali classi tecnologiche presenti e future sono abilitanti all’innovazione a valore aggiunto, perché se l’innovazione non è vero investimento, è un gioco divertente, ma non ci aiuta ad essere competitivi. Una volta inquadrato il processo logistico-produttivo e come deve essere innovato con la tecnologia, queste sono le classi tecnologiche che Metisoft ritiene possano creare valore aggiunto all’interno del processo: automazione da campo sia produttiva sia intralogistica; integrazione tra le linee produttive, magazzini con ERP: demand forecast/planning; collaboration; cybersecurity; e-commerce; e-purchasing; social network. Ogni attore della rete, dopo aver raggiunto la sua ottimizzazione locale, può collaborare con i suoi partner di business con strumenti di extended collaboration, per condividere le informazioni e gestire in via preventiva e quotidiana la partnership».

 

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