I tempi cambiano, il mondo va sempre più veloce e la tecnologia digitale propone sempre nuove sfide. Oggi vi proponiamo un argomento spesso sottovalutato, ma che si propone, oggi come non mai, come centrale nell’educazione digitale: la sicurezza, soprattutto per quello che riguarda la gestione dei tanti account, delle password che usiamo e dei sistemi che ne proteggono l’accesso.

Prendiamo spunto da IBM che nel 2018 ha pubblicato The Future of Identity (link)

Si tratta di uno studio interessante che sulla base di 4000 interviste negli Stati Uniti, Asia ed Europa ha svelato le abitudini che ci caratterizzano nell’uso dei sistemi di autenticazione e di protezione dei nostri account.

I risultati non sono così prevedibili: le classifiche annuali delle password più usate ci ricordano che siamo inclini a usare sempre le stesse e troppo semplici, e quindi facili da intercettare, per esempio “123456” o “password”, ma scavando un po’ di più emergono anche dati interessanti e rincuoranti.

Siamo più consapevoli che la sicurezza è fondamentale per l’accesso ai servizi online, lo avvertiamo in particolare quando usiamo app collegate alla gestione dei nostri soldi. Strano ma vero, i più attenti nell’uso delle password sono gli over 55, che ne usano in media 12 lettere.

Al contrario, i millennial, i più giovani, sono meno attenti alla complessità delle loro password ma usano più spesso i password manager, l’autenticazione a due fattori che inserisce un maggior livello di sicurezza e ricorrono quando possono a nuovi sistemi di autenticazione come quelli biometrici (impronta digitale o riconoscimento facciale, per indicarne due tra i più conosciuti).

Il versante più debole sono i social media, dove l’attenzione alla sicurezza perde terreno nei confronti di un accesso più facile e rapido e che può esporre i dati a rischi maggiori.

In questa ottica di maggiore attenzione alla sicurezza, creare password lunghe e complesse, sempre diverse e cambiarle spesso, non basta.

Allora è tutto nei dati biometrici? I sistemi di riconoscimento biometrico sono una delle strade possibili, già in uso o in via di diffusione come l’impronta digitale, in parte in fase di studio. In futuro potremmo essere riconosciuti anche per come usiamo un device, con quanta pressione premiamo i tasti e con che ritmo digitiamo su una tastiera, per dimostrare con maggiore sicurezza di essere chi diciamo di essere quando cerchiamo accesso ai nostri account.

Ma oggi, lo ribadiamo, è fondamentale prestare attenzione alla sicurezza delle password. Non a caso nel GDPR, entrato in vigore proprio un anno fa, viene espressamente indicato che le password debbano soddisfare degli standard minimi di sicurezza. In particolare devono contenere almeno otto caratteri ed essere modificate con frequenza (almeno ogni tre mesi).

Noi di Eurosoftware intendiamo essere sempre al passo con gli standard di sicurezza, ed altrettanto vale per i partner con cui collaboriamo strutturalmente. Proprio per questo ti ricordiamo che il servizio “Fattura Elettronica Sicura”, da noi offerto tramite Trust Technologies, richiede che la password venga modificata obbligatoriamente ogni due mesi.

A questo link puoi scaricare una mini-guida per l’inserimento delle credenziali aggiornate di Trust Technologies all’interno dei nostri software

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