L’Italia si organizza per la logistica del vaccino

Dopo la decisione di affidare al Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, la logistica per la distribuzione in Italia dei vaccini contro la Covid-19, il 14 novembre 2020 sono apparse le prime informazioni su come sarà organizzato lo stoccaggio e il trasporto in Italia, sulla base di una bozza stilata dal ministero per la Salute. Alcuni elementi sono stati anticipati da Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione al ministero durante la conferenza stampa sui dati relativa alla diffusione della pandemia. La bozza, ha detto Rezza, deve essere perfezionata insieme alle Regioni e il testo definitivo sarà diffuso nei prossimi giorni.

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, ha riconosciuto che per il trasporto e lo stoccaggio dei vaccini ci potrà essere qualche difficoltà per la necessità di conservarli a temperature molto basse (che possono raggiungere -75°), però ha affermato che la questione è stata presa in considerazione e quindi “il ministero non è impreparato per questi aspetti della logistica”. La prima fase prevede la distribuzione a un milione e 700mila cittadini appartenenti a categorie scelte per “fragilità e potenziale esposizione al virus”.

Al vertice della lista ci sono gli operatori sanitari, gli anziani e i malati cronici, mentre i giovani sono in fondo.

Arcuri ha già compiuto un primo passo, di natura informativa: il 14 novembre ha chiesto alle Regioni di compiere un’indagine sulle risorse della logistica per la distribuzione dei vaccini e i risultati dovrebbero arrivare entro il 16 novembre. Saranno quindi individuate piattaforme distributive regionali, una o due per Regione. Non ci sono però ancora indicazioni su come sarà affrontato il nodo delle basse temperature. Probabilmente saranno coinvolte le imprese di logistica e trasporto specializzate nella catena del freddo (ma gli operatori non sono stati formalmente consultati), anche se alcune fonti affermano che almeno nella prima fase potranno essere coinvolte le risorse logistiche dell’Esercito.

Da tempo le associazioni del trasporto e della logistica chiedono un Tavolo a livello governativo. Confetra sottolinea che in Italia oggi nessun aeroporto può gestire prodotti a -75°, ma anche che non ci sono neppure le risorse per trasportare in breve tempo milioni di dosi di vaccino, tenendo conto che bisogna continuare a gestire anche gli altri farmaci e i vaccini influenzali. Risguardo a questi ultimi, quest’anno le dosi sono quasi raddoppiate (da nove a diciassette milioni), mettendo sotto stress la filiera logistica.

VIA: www.trasportoeuropa.it