Con una storia lunga 90 anni e dopo 10 anni dalla loro ultima revisione, dal primo gennaio 2020 gli Incoterms, ovvero le condizioni che regolano i contratti di acquisto e vendita internazionale e che comprendono anche le modalità di consegna delle merci, sono stati aggiornati dalla Camera di Commercio internazionale. Una regolamentazione che, pur non essendo una normativa europea, ha un forte impatto nella gestione della circolazione dei prodotti di qualunque natura essi siano e propone quindi la necessità soprattutto agli spedizionieri e a chi opera nel settore del trasporto commerciale di aggiornarsi a sua volta.

Un’attività, questa, importante per la categoria professionale, anche e soprattutto in vista di rischi e incertezze che nei prossimi mesi o anni potrebbero minacciare le loro operation, come per esempio il mutamento sempre meno prevedibile delle condizioni climatiche o l’attivazione di nuovi dazi commerciali, per non parlare poi dello spettro della Brexit che è sempre in agguato e della trasformazione digitale che impone un drastico cambio di marcia in tutto il mondo della logistica, rendendola sempre più necessariamente integrata e connessa.

Come recentemente sottolineato dall’Allianz Risk Barometer 2020, infatti, il cambiamento climatico non è mai stato così in alto tra le preoccupazioni e i pericoli maggiormente percepiti dalle aziende come anche le perdite dovute a eventi meteorologici estremi, le critiche dei consumatori e le crescenti azioni legali e le trasformazioni normative e regolamentari, come quella proposta dall’aggiornamento degli Incoterms, appunto.

DALLA FORMAZIONE ALLE NUOVE IDEE: IL MONDO DEI TRASPORTI CHE CAMBIA

Uno stato di incertezza e preoccupazione questo a cui molte aziende si stanno preparando in vari modi, dalla partecipazione a corsi di formazione, come quello previsto il prossimo 3 marzo 2020 a Milano dal titolo “Incoterms 2020“, organizzato da Business International (divisione Fiera Milano Media – Gruppo Fiera Milano), alla creazione di progetti innovativi e dinamici come  quello di Karryco, la startup lanciata da Mattia Stevanin e Marco Feltrin, che promuove l’incontro tra domanda (utenti) e offerta (trasportatori) attraverso una piattaforma online che consente di recuperare la capacità di carico inutilizzata dagli autoarticolati in fase di rientro alla base, generando così vantaggi anche per l’autotrasportatore. Secondo statistiche della Commissione Europea, infatti, sulle nostre strade il 25% dei camion viaggia completamente scarico e oltre il 50% dei mezzi in circolazione ha ancora spazio disponibile per altra merce: si tratta, molto spesso, di veicoli che, dopo aver consegnato della merce, effettuano il viaggio di ritorno a vuoto. Un’inefficienza che può essere facilmente risolta e che ha permesso ai due giovani imprenditori bellunesi di dare vita a una realtà che consente al trasportatore di realizzare in tal modo dei guadagni extra, e al cliente di beneficiare di sconti fino al 75% sul prezzo della spedizione, senza dimenticare l’ambiente, ma anzi aiutando in questo modo la riduzione concreta delle emissioni di CO2.

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IL FUTURO DEL DELIVERY RISIEDE NELL’INTERCONNESSIONE GLOBALE

Un’impresa innovativa, dunque, che con la sua nascita sottolinea un aspetto molto interessante di un settore che sempre di più, insieme alla logistica, sta diventando un tassello fondamentale nel rapporto tra azienda e cliente. Con l’avvento delle modalità di consegna in un giorno da parte di Amazon, infatti, le imprese di trasporto e logistica hanno iniziato ad attraversare una sostanziale trasformazione digitale per garantire ai rivenditori di poter gestire con successo le loro supply chain e far arrivare i prodotti a casa dei consumatori più velocemente di chiunque altro e dato che i servizi commerciali e le spedizioni sono fattori trainanti dell’economia globale, i processi logistici dei trasporti e gli ecosistemi della supply chain che li sostengono sono diventati indispensabili. In questo senso, quindi, le informazioni sulla spedizione delle merci destinate ai clienti devono essere coordinate affinché il flusso globale di prodotti e servizi possa funzionare. Tutto ciò, però, dipende dalla logistica integrata dei trasporti e dagli ecosistemi della supply chain, dal ricevimento delle materie prime alla consegna del prodotto finale. La natura on-demand di questo settore richiede, dunque, che queste aziende siano le più interconnesse al mondo, con connettività in tempo reale ai loro ecosistemi esterni (ad esempio, produttori, rivenditori, negozi online, clienti e persino competitor). Infatti, il terzo volume dell’Indice di Interconnessione Globale (GXI), uno studio di mercato pubblicato da Equinix, prevede che l’interconnessione privata tra le imprese e i partner della supply chain crescerà annualmente del 77% tra il 2018 e il 2022. Per fare questo, le imprese avranno anche bisogno di interconnessione con migliaia di data center IT distribuiti, uffici e dipendenti, magazzini merci e flotte di veicoli (soprattutto se operano a livello globale). E tutto questo deve essere gestito in un ambiente IT ibrido di data center on-premise e colocation e, sempre più, cloud. Seguendo questa concatenazione di necessità, quindi, secondo il GXI, il tasso di crescita annuale dell’interconnessione tra imprese e provider Cloud & IT sarà del 112% entro il 2022.

L’integrazione di tecnologie digitali più agili, come mobile, cloud, IoT e AI, in infrastrutture IT rigide e silo può essere costosa e richiedere molte risorse. Per competere nell’economia digitale, le imprese di trasporto e logistica dovranno così ri-architettare le loro infrastrutture IT per il digital edge, collocando punti di controllo strategici dove si incontrano utenti, cloud, reti ed ecosistemi. Sfruttando gli hub di interconnessione distribuiti at the edge, poi, le aziende di trasporto e logistica potranno integrare senza soluzione di continuità gli ecosistemi della supply chain e le nuove tecnologie digitali per una spedizione delle merci più rapida ed economica. In questo senso, già ora, grazie a nodi di interconnessione locali su una piattaforma interconnessa globale, come la piattaforma Equinix®, consentono alle organizzazioni di interconnettersi direttamente e in modo sicuro con i partner, analizzare i dati e interagire con i clienti in tempo reale, sfruttando le best practice della strategia Interconnection Oriented Architecture™ (IOA™).  Un’opportunità, questa, che rende chiaro come una piattaforma di interconnessione distribuita a livello globale possa offrire servizi di trasporto e logistica personalizzati, basati sui dati e standardizzati in tutto il mondo, per una collaborazione in tempo reale dell’ecosistema della supply chain at the digital edge.

Questa infrastruttura IT di trasporto e logistica più ottimizzata e interconnessa potrebbe così sfruttare meglio un modello pay-as-you-go ad alte prestazioni e scalabile, che consentirebbe nuove piattaforme digitali e scambi di informazioni. In definitiva, quindi, con una maggiore interconnessione, i processi di logistica dei trasporti sarebbero snelliti, gli ecosistemi dei partner e le nuove tecnologie digitali perfettamente integrati, e sarebbe garantita una rapida consegna dei prodotti con una totale soddisfazione del cliente.

VIA: bimag.it