GUIDA ALLA FATTURAZIONE ELETTRONICA: CAPITOLO 3 - Eurosoftware

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08
Ott

GUIDA ALLA FATTURAZIONE ELETTRONICA: CAPITOLO 3

La Fattura Elettronica B2B

Ciao e bentornati ad un nuovo capitolo sulla Fatturazione Elettronica. Oggi approfondiremo insieme la FE tra privati. Come sappiamo, la fatturazione elettronica tra privati sarà uno dei punti cardine della lotta all’evasione fiscale. Ma andiamo con ordine.

La Fatturazione Elettronica è un tassello fondamentale del Mercato Unico Digitale Europeo che la Comunità Europea sta costruendo con una serie di provvedimenti, norme, regolamenti e standard tra cui, per esempio, eIDAS, GDPR, Public Procurement, Documento di Trasporto Elettronico. In questo quadro, l’Italia si è offerta di fare da “laboratorio” appunto per la Fatturazione Elettronica B2B, a garanzia del proprio impegno a combattere l’evasione fiscale, anche per ottenere la deroga all’aumento dell’IVA che, in realtà, doveva scattare nel gennaio 2018. Ed è stata autorizzata dall’Europa a imporla come obbligo di legge. Tutto questo rende molto improbabile una proroga oltre l’1 gennaio, anche se qualcuno ancora ci spera.

L’atteggiamento più costruttivo, però, non è sperare in un rinvio. Infatti la Fatturazione Elettronica B2B non va vista come un altro fastidioso e un  costoso adempimento, ma come un’opportunità.

 

I PUNTI PIÙ IMPORTANTI DELLA FE B2B

  1. Data di emissione e data di consegna.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato nel provvedimento 89757 dello scorso 30 aprile che la data di emissione è quella riportata in fattura (campo <Data> della sezione “Dati Generali” del file XML_PA). La data di ricezione invece viene attestata al destinatario dai canali telematici di ricezione, e quindi dal canale PEC, o web service, o FTP, con due eccezioni. Se chi riceve la fattura (cessionario/committente) è un consumatore finale o un soggetto IVA in regime di vantaggio, forfettario, o un produttore agricolo, la data di ricezione sarà la “data di messa a disposizione” della fattura nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate (cassetto fiscale). Se il recapito al soggetto ricevente non è possibile (non è attivo, non funziona il canale di ricezione, la PEC ha raggiunto i limiti di capienza, ecc.), la data di ricezione sarà la “data di presa visione” della fattura nel cassetto fiscale.

  1. Canali di trasmissione.

La Fattura Elettronica si può trasmettere al SdI, il sistema di interscambio, attraverso PEC, web services di piattaforme collaborative, sistemi di trasmissione dati basati su FTP, o gli appositi servizi dell’Agenzia delle Entrate, che mette a disposizione una procedura web, una Mobile App e un software per PC. In più, c’è anche un servizio web di generazione di QR-Code per acquisire automaticamente le informazioni anagrafiche e l’indirizzo telematico del destinatario.

I canali web service e FTP richiedono un preventivo processo di accreditamento al SdI, al termine del quale otterranno un codice numerico di 7 cifre (Codice Destinatario). Nel caso in cui il cliente non abbia reso noto (o non abbia accreditato) un codice destinatario, il provvedimento del 30 aprile dà istruzioni dettagliate su come compilare il campo “CodiceDestinatario” nei vari casi.

Il SdI, per ogni fattura elettronica correttamente ricevuta, effettua dei controlli formali, e in caso negativo recapita – entro 5 giorni – una “ricevuta di scarto” al soggetto trasmittente sullo stesso canale di invio. Come abbiamo già affrontato nei precedenti articoli, la fattura si considera “non emessa”, e il trasmittente ha 5 giorni per rinviarla corretta al SdI. Nel caso di controllo positivo, invece, il SdI recapita la fattura elettronica al ricevente, e in caso di esito positivo invia al soggetto trasmittente una “ricevuta di consegna” (che contiene anche l’informazione della data di ricezione), con cui la fattura si considera emessa. Le soluzioni digitali di fatturazione elettronica più complete possono effettuare preventivamente in automatico i controlli del SdI, evitando così l’inconveniente degli scarti.

  1. Canali di ricezione.

Il recapito della Fattura Elettronica da parte del SdI al destinatario (“soggetto cessionario/committente”) avviene attraverso PEC, web service o sistemi basati su FTP. L’indirizzo “telematico” a cui si vogliono ricevere le fatture (PEC o codice destinatario previamente accreditato presso il SdI) va registrato presso l’Agenzia delle Entrate attraverso un servizio descritto nelle specifiche tecniche (allegato A) del provvedimento del 30 aprile. Proprio come per la fatturazione elettronica verso la PA, la trasmissione al SdI delle fatture elettroniche da parte del fornitore, e la loro ricezione dal SdI da parte del cliente, possono essere eseguite da intermediari, i cui codici destinatario andranno quindi inseriti al momento della registrazione.

  1. Cosa succede se la consegna della fattura non avviene per cause tecniche non dipendenti dal SdI.

In questo caso, il SdI rende disponibile al destinatario la fattura nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, e ne informa il fornitore (“soggetto cedente/prestatore”), che è tenuto “tempestivamente” a comunicare questa cosa al cliente per vie diverse dal SdI. “Tale comunicazione si può effettuare anche mediante consegna di una copia informatica o analogica della fattura elettronica”.

 

  1. Si potrà continuare a registrare in contabilità i flussi da canali EDI. La legge lascia piena libertà di continuare a utilizzare processi di trasferimento dati EDI a fini gestionali. Quindi le aziende che utilizzano questi canali, per emettere e/o ricevere fatture, potranno continuare a farlo ma integrando un processo che trasmetta al cliente, e riceva dal fornitore, le fatture elettroniche XML tramite il SdI e le relative ricevute e notifiche. Per esempio potranno affiancare all’attuale canale EDI un nuovo canale di trasmissione delle fatture elettroniche XML-SdI, oppure allegare a queste ultime i file delle fatture EDI.
  1. La Fattura Elettronica via SdI va emessa anche verso i consumatori privi di partita IVA. Queste fatture saranno a loro disposizione nel loro cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre il soggetto emittente dovrà mettere una copia della fattura in formato elettronico o cartaceo a disposizione del cliente, copia a cui quest’ultimo potrà rinunciare.
  1. Le imprese esonerate dall’obbligo(imprese in regime forfettario, legge 190/2014, o in regime di vantaggio, legge 111/2011) possono trasmettere comunque le fatture elettroniche ai clienti tramite SdI. Inoltre nel caso molto probabile che abbiano come fornitori delle imprese non esonerate, dovranno comunque attrezzarsi almeno per ricevere dal SdI le loro fatture elettroniche.
  1. Le fatture elettroniche ricevute dal 1° gennaio 2019 cartacee non avranno valore legale. Le fatture cartacee dal primo gennaio 2019 non hanno valore legale(a meno che l’emittente non sia esonerato, vedi punto 7), tecnicamente non esistono e non si è tenuti a pagarle, anche se sarà buona norma sollecitare l’invio della fattura in formato elettronico via SdI al fornitore.
  1. Si potrà inviare ai clienti, oltre che la fattura elettronica XML via SdI, anche una versione in PDF via email. La prima è l’unica rilevante ai fini fiscali e civili. Ma in alcuni casi può sorgere l’esigenza di completarla con una versione PDF. Questo sia a fini di immediata leggibilità(anche se sono facilmente reperibili in rete, o disponibili nelle soluzioni di fatturazione elettronica, dei convertitori di file XML in formati leggibili), sia perché il PDF può contenere ulteriori dati e informazioni – per esempio disegni – oltre a quelli previsti in XML_PA. È consigliabile però in questo caso allegare la fattura PDF alla fattura elettronica XML: in questo modo le parti conserveranno in digitale entrambi i documenti.
  1. Cosa fare se la fattura è errata. Se la fattura arriva regolarmente da SdI ma è errata nei contenuti(cifre, prestazioni o prodotti fatturati, ecc.) sarà necessario procedere con note di credito/debito, prevedendo gli opportuni meccanismi di aggiustamento nel proprio sistema gestionale/ERP.

 

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Capitolo 1: Un quadro generale
3 agosto

Capitolo 2: La fattura PA
5 settembre

Capitolo 4: ???
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Capitolo 5: ???
dicembre

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