La fattura elettronica, entrata in vigore dal 1° gennaio 2019, è diventata un obbligo per le operazioni svolte tra soggetti dotati di partita IVA (professionisti, aziende, ecc, definibile come B2B) o tra soggetti dotati di partita IVA e privati (B2C). La fatturazione in via elettronica comporta l’obbligo da parte delle aziende e dei professionisti di utilizzare documenti elettronici e non più cartacei, con questi ultimi che divengono utili solo per comodità di lettura. Tali documenti digitali vengono inviati all’Agenzia delle Entrate, che può quindi avere un maggiore controllo sui movimenti all’interno del territorio italiano.

Con l’obbligo della fatturazione elettronica è arrivato anche un obbligo, alla fine non formale, ma di fatto, e quindi una grande opportunità per le aziende di evolvere i propri processi e digitalizzarli ancora di più.

La gestione delle fatture per via digitale ha infatti portato il digitale in molte aziende dove prima non era presente con vantaggi non solo in tema di controllo delle operazioni svolte, ma anche in tema di digitalizzazione a tutto tondo delle aziende e conseguente accesso a strumenti avanzati.

Come avviene per lo scontrino elettronico, anche le fatture elettroniche diventano infatti un cavallo di Troia per far entrare il digitale nelle aziende e aprire quindi loro il mare di opportunità che questo ingresso comporta. Non per nulla l’adozione della fatturazione elettronica è parte dell’Agenda Digitale del Governo, dal momento che favorisce questo avvicinamento.

Facciamo un passo indietro. Forse vi starete chiedendo cos’è lo scontrino elettronico. Lo spieghiamo velocemente.

SCONTRINO ELETTRONICO

Lo scontrino elettronico è stato introdotto a partire dal 1° luglio 2019 per oltre 260.000 esercenti con un giro d’affari superiore ai 400.000€, mentre l’obbligo sarà attivo a partire dal 1° gennaio 2020 per tutti gli altri (circa 1.265.000 attività). È prevista una moratoria sulle sanzioni fino al 31 dicembre 2019.

Non cambia molto per i clienti, che riceveranno un documento da utilizzare per la garanzia e le detrazioni (cartaceo o digitale). Cambia, invece, molto per gli esercenti, che dovranno dotarsi di terminali in grado di raggiungere in tempo reale l’Agenzia delle Entrate per comunicarle i dettagli fiscali degli scontrini, che verranno registrati digitalmente. Così gli esercenti avranno anche a disposizione in qualunque momento e in maniera facilmente accessibile lo storico delle vendite.

Come funziona lo scontrino elettronico

Lo scontrino elettronico prevede che i registratori di cassa comunichino costantemente con l’Agenzia delle Entrate. Così è necessario adeguare il registratore di cassa alle nuove esigenze: è possibile acquistarne uno nuovo, con un costo stimato nell’ordine degli 800-1000€, oppure adeguare il registratore di cassa attuale. Nel primo caso si ottiene un credito d’imposta del 50% del valore del registratore di cassa, con un tetto massimo di 250€, mentre nel secondo il credito d’imposta è limitato a 50€.

C’è un’altra possibilità, quela di affidarsi a soluzioni come i POS “intelligenti” Nexi SmartPOS che vengono invece dati in affitto, evitando l’ingente spesa per un nuovo registratore di cassa.

Fattura elettronica: le novità dal 1° luglio 2019

Con la conversione del decreto crescita (Dl 34/2019) lo scorso 27 giugno, il Parlamento ha approvato il prolungamento del termine per l’emissione delle fatture immediate da 10 a 12 giorni a partire dal 1° luglio 2019. Ciò si applica anche a tutti i documenti relativi a prestazioni antecedenti la cui emissione sarebbe dovuta avvenire a partire dal 1° luglio; in pratica, un’operazione svolta il 21 giugno con data di emissione della fattura al 1 luglio può ora essere fatturata entro il 3 luglio.

A partire dal 1° luglio arriva a termine il periodo transitorio in cui le sanzioni erano nulle se emesse in ritardo ma entro il termine di liquidazione dell’IVA, arrivando ora dunque a regime: le sanzioni vanno dal 90% al 180% dell’imposta.

Un aspetto rilevante chiarito dall’Agenzia delle Entrate è quello della trasmissione della fattura al Sistema di interscambio (SdI): la data dell’emissione coincide con la data della trasmissione, mentre la data in cui è stata effettuata l’operazione è da specificare all’interno del campo “Data” del file XML. L’annotazione nel registro deve invece avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui si sono effettivamente svolte le operazioni con riferimento a tale mese.

Viene inoltre eliminato l’obbligo di numerazione delle fatture ricevute, fatto che rimuove un’inutile complessità del nuovo sistema di fatturazione elettronica e che riconosce dunque l’effettiva difficoltà di applicazione di tale obbligo per via delle limitazioni imposte dalla piattaforma stessa.

La fatturazione elettronica diventa dunque dal 1° luglio pienamente operativa anche in tema di sanzioni, ma costituisce un’importante opportunità, lo abbiamo già detto, per aziende e professionisti di rinnovarsi e abbracciare il digitale cogliendone anche gli aspetti positivi.

Ma operativamente parlando, perché è importante questa novità al di là della normativa? Vediamo. Beh, per prima cosa, perché rappresenta un cambio di mentalità da parte degli operatori che dovranno, sempre di più, far coincidere la data dell’emissione del servizio erogato con la data della trasmissione. E poi perché, in questo modo, si evita il sovraccarico del Sistema di Interscambio: grazie ad una gestione delle fatture spalmata nel mese, anziché concentrata negli ultimi giorni del mese, si possono evitare problemi tecnici dovuti al blocco del sistema. Insomma, un piccolo passo che può rappresentare un significativo miglioramento per il business delle aziende.