Un insieme di piccole e grandi soluzioni che impattano sul nostro agire e ritmo quotidiani al tempo del coronavirus. È il digitale che trasforma abitudini di consumo. Il boom di questi giorni che stanno avendo gli acquisti online stanno ridefinendo in chiave ancora più innovativa canali di vendita alternativi ai punti vendita fisici. Ma infrastrutture e logistica, piattaforme web e consegna a domicilio (il critico “ultimo miglio”) sono all’altezza di questa nuova spinta? E le imprese, le piccole aziende, i punti vendita sono attrezzati per raggiungere i propri clienti nei loro domicili, come del resto stanno già chiedendo? Ecco come prepararsi per trasformare questa opportunità in un nuovo vantaggio competitivo.

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L’emergenza Covid-19 ha generato una profonda evoluzione dei canali di vendita, aprendo nuovi spazi di business per le aziende che sapranno cogliere questa occasione. L’isolamento forzato imposto dall’emergenza coronavirus ha modificato le abitudini dei consumatori che hanno dovuto abbandonare i negozi fisici per (ri)scoprire l’e-commerce. E il comparto registra incrementi a doppia cifra: + 97,2% nella prima settimana di marzo, con più 15 punti percentuali rispetto ai sette giorni precedenti. Secondo le previsioni degli analisti, è solo l’inizio: l’e-commerce vivrà una nuova stagione nel post crisi. Per le imprese che hanno già investito nell’innovazione digitale è il momento, dunque, di rafforzare la vendita online, per le aziende che ancora non hanno esperienza si presenta una opportunità di crescita.

Come farsi trovare pronti? «Chi in futuro saprà offrire servizi di consegna, di assistenza e logistica di ritorno, avrà un enorme vantaggio competitivo». Daniela Andreini, Professore Associato in marketing e management al Dipartimento di Scienze Aziendali, Economiche e Metodi Quantitativi e Direttore del Master in Digital Business Development presso l’Università degli Studi di Bergamo anticipa i possibili scenari dell’e-commerce .

«Dal 20 febbraio – racconta la direttrice del Master – il comparto del retail online ha registrato un’impennata, un trend che ha avuto inizio dalle primissime notizie sul coronavirus, per poi rafforzarsi con la chiusura forzata delle attività non essenziali. Le vendite online si sono estese agli acquisti di beni di prima necessità, permettendo ai consumatori, anche i meno avvezzi, di riscoprire i canali digitali». La crisi e questi nuovi comportamenti, afferma Andreini, «stanno risvegliando gli animi degli imprenditori, anche di quelli più ritrosi verso l’e-commerce, avendo verificato che il canale di vendita online funziona e che sarà una nuova occasione di business nel lungo periodo della ripresa. Chi finora è rimasto alla finestra, ha capito che il futuro sarà digitale, chi già ha un canale di vendita virtuale sta studiando piani di potenziamento».


È QUESTO IL MOMENTO DI PERFEZIONARE LE STRATEGIE

Le sperimentazioni puntano su innovazione e creatività: dalle porte intelligenti per consentire l’ingresso del fattorino da smartphone, al recapito via drone; dalle consegne serali o nel week end, alla creazione di punti di ritiro/consegna 27/7 capillari sul territorio. «Uno dei principali vantaggi competitivi, dunque, starà nel trovare una soluzione efficace nella personalizzazione della logistica – prosegue Andreini – Lo dimostra la prevalenza, finora, di acquisto di prodotti digitalizzabili che bypassano la distribuzione fisica, come per esempio, biglietti e viaggi; oppure prodotti a basso valore e/o piccola dimensione, come per esempio i prodotti per il tempo libero, tra cui piccola attrezzatura sportiva ed elettronica di consumo. Il tema della logistica non più rimandabile ora. Le aziende stesse fanno fatica a trovare partner logistici con cui sviluppare una logistica personalizzata per i propri clienti. Questo è necessario se gli acquisti online si orienteranno verso altri prodotti, compresi quelli deperibili per i quali trasporto e consegna richiedono ulteriori accortezze».

Via: ecodibergamo.it