Big Data: un nome che gira da un po’, ma solo di recente le aziende cominciano realmente a chiedersi cosa sono e soprattutto, come utilizzarli.

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Conoscere e capire i Big Data non significa semplicemente acquisire una conoscenza. È molto di più perché significa avere un vantaggio competitivo e fare crescere di più il proprio business.

I big data (letteralmente grandi dati) sono una quantità crescente di informazioni che la trasformazione digitale sono a disposizione delle aziende. Da dove vengono? Praticamente da ovunque: fogli di calcolo, documenti, presentazione, collegamenti sulla rete, social media, etc.

A cosa servono?

  • aiutano a capire la percezione del brand e i punti chiave che muovono le persone all’acquisto di un prodotto o di un servizio
  • aiutano a capire meglio il nostro target con informazioni più specifiche sulle loro abitudini
  • aiutano l’azienda nella gestione delle risorse
  • aiutano l’azienda a migliorare le performance dei propri dipendenti
  • crea un nuovo modello di business

ESEMPI DI BIG DATA

ESEMPIO 1

Google sa riconoscere le nostre generalità, profilandoci in base alle nostre modalità di navigazione per proporci pubblicità assolutamente mirate da rasentare la personalizzazione su misura. Per tutta quella metà del cielo che ha scelto Android, MountainView sa sempre dove siamo stati, dove abbiamo viaggiato, sostato, mangiato o pernottato.

ESEMPIO 2 – social

Facebook, invece, con il suo miliardo di iscritti, sa persino quando una storia d’amore è arrivata a un punto critico. Sulla base degli aggiornamenti di stato delle bacheche (ogni minuto sono pubblicati 3,3 milioni di post), l’azienda può prevedere se un rapporto è destinato a durare, con una precisione inquietante. Per non parlare di Twitter che ogni 60 secondi movimenta 347mila tweet e che ha sviluppato una API (Application Program Interface) che consente a terze parti di accedere a ognuno di questi (per definizione tutti pubblici): si tratta di dati non strutturati, scandagliati da nuove tecniche di sentiment analysis che riescono a capire le emozioni contenute nelle informazioni testuali, aiutando i decisori (aziendali e politici) a capire dove va il vento dell’opinione pubblica.

Ovviamente non si fermano qui le fonti per i dati, perché qualsiasi internet provider può generare dati oppure Amazon e così via.

Certo, questo non deve spaventarci, ma piuttosto serve da gancio per acquisire nuova consapevolezza e conoscenza su uno strumento, ormai fondamentale, per il successo di qualsiasi business.