Prova

08
Mag

PMI: qualità e innovazione.

Il futuro delle PMI italiane appare tutt’altro che buio, anzi, sarà di notevole aiuto per lo sviluppo dell’economia nazionale. Un ruolo importante lo gioca una spiccata propensione a innovare, ben oltre la media europea.

Questo quadro incoraggiante è il risultato di uno studio, condotto da Confartigianato, “Le PMI e la sfida della qualità: un’economia a misura d’Italia“, secondo il quale le nostre piccole e medie imprese hanno tutte le carte in regola per emergere, puntando sul potenziale della qualità e di una visione a lungo termine.

L’Italia infatti può vantare il secondo posto in Europa, dietro solo alla Germania, per numero di aziende disposte negli ultimi tre anni a non rinunciare a innovazioni di processo o di prodotto (65.481), con l’obiettivo di elevare il livello qualitativo delle proprie attività. 

Inoltre la visione lungimirante è ribadita dal 51% di realtà che nel 2014 poteva vantare almeno un green job, più del Regno Unito (37%), della Francia (32%) e in questo caso anche della Germania (29%). Puntare sulla sostenibilità e sulla qualità ambientale, con la relativa tecnologia, viene considerata dagli autori del Rapporto come «una scelta strategica che guarda al futuro, che già oggi ci garantisce primati: 341.500 le aziende italiane (il 22% del totale, addirittura il 33% nella manifattura) che dal 2008 hanno investito nella green economy, guadagnando in termini di export (tra le manifatturiere, il 44% di quelle che investono green esportano stabilmente, contro il 24% delle altre) e di innovazione (30% contro 15%)».

 

Fattore distintivo nel confronto europeo è spesso la qualità. Nell’ultimo decennio le produzioni italiane hanno registrato una crescita qualitativa superiore alla media. Dall’introduzione dell’euro, infatti, l’Italia ha visto i valori medi unitari dei propri prodotti salire del 39%, contro il +36,4% del Regno Unito. Dinamiche inferiori per Spagna (+30,6%) e Francia (+26,9%). In questo caso, la Germania, ultima tra i grandi Paesi comunitari, ha mostrato una dinamica più contenuta (+22,9%).

Una buona parte del merito è da ricondurre alla capacità di innovare, molto radicata in ambito PMI. L’Italia è infatti il secondo paese in Europa per numero di aziende (65.481) che negli ultimi tre anni hanno rimodernato processi o prodotti. Di meglio c’è solo la Germania, con 90.395 aziende. Seguono, ma a livelli decisamente inferiori, Regno Unito (44.623), Francia (37.924) e Spagna (24.159). Delle oltre 65mila imprese citate, quasi 54mila, più dell’80%, hanno meno di 50 addetti, smentendo quindi come le dimensioni possano rivelarsi un ostacolo all’innovazione.

 

Articolo tratto da http://www.ict4executive.it/.