Prova

07
Ott

Aspetti chiave della fatturazione digitale

Con la circolare 18 del 24 giugno l’Agenzia delle Entrate fornisce alcuni chiarimenti sugli aspetti chiave della fatturazione digitale.

Conta il formato di invio e ricezione

L’Agenzia chiarisce che è una fattura elettronica anche quella nata come cartacea ma poi trasformata in documento informatico per essere spedita e ricevuta dal destinatario via posta elettronica. Non possono essere invece considerate elettroniche le fatture che, seppur nate in questo formato (poiché create tramite un software di contabilità), sono poi inviate e ricevute in formato cartaceo. Ad ogni modo, la fattura può essere elettronica per chi la emette ma poi analogica per chi la riceve. O viceversa. Infatti, il ricevente può anche non accettare la fattura elettronica (se non è una pubblica amministrazione, ovviamente). In questo caso, la stessa fattura è da considerare elettronica per l’emittente e cartacea per chi la riceve. La differenza è importante ai fini della conservazione elettronica. La circolare chiarisce, infine, che, anche nel caso in cui il destinatario non accetti il documento elettronico, l’emittente può comunque adottare la conservazione elettronica dello stesso.

Rispetto dei requisiti

La circolare chiarisce anche che sono tenuti a garantire il rispetto dei requisiti della fattura elettronica sia il fornitore/prestatore sia il cessionario/committente, anche adottando modalità indipendenti l’uno dall’altro. Si precisa che l’origine di una fattura si considera autentica quando l’identità del fornitore/prestatore o dell’emittente sono certi. L’integrità del contenuto è garantita anche quando varia il formato della fattura (conversione in altri formati, come ad esempio da MS Word a XML), a patto che i dati non siano alterati. Infine, il requisito di leggibilità deve essere garantito per tutto il periodo di archiviazione della fattura attraverso un visualizzatore adeguato e affidabile del formato elettronico. Chi emette fattura può utilizzare i sistemi tecnologici che ritiene più idonei a garantire i requisiti di autenticità e integrità. Chi sceglie di utilizzare un sistema di controllo di gestione deve assicurarsi, però, che non venga conservata soltanto la fattura ma che anche la documentazione che ne garantisce l’autenticità e l’integrità.

Fattura differita e semplificata

E’ possibile emettere fattura differita anche in caso di prestazioni di servizi, e non solo più in presenza di cessione di beni; a una condizione, però: che nel documento siano indicate nel dettaglio le operazioni effettuate e che sia disponibile la relativa documentazione commerciale attestante la prestazione eseguita, la data di effettuazione e le parti contraenti. Per la fattura semplificata – prevista per importi fino a 100 € – è possibile (senza perdere il diritto alla detrazione), riportare gli elementi “tradizionali” (ditta, denominazione, nome, cognome, ecc) o, a seconda dei casi, il codice fiscale, la partita iva, il numero di identificazione Iva per i soggetti passivi stabiliti in altro Stato Ue. In fase di registrazione, è possibile riportare soltanto il numero di Iva o il codice fiscale del cessionario/committente, se questo è l’unico dato indicato. La fattura rettificativa, nella modalità semplificata, può essere emessa a prescindere dall’importo certificato. La fattura semplificata, inoltre, può sostituire la fattura-ricevuta fiscale.

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